
In funzione delle frequenze già attribuite, e largamente utilizzate da un elevato numero di gruppi di utenti (radio, televisione, esercito, protezione civile, ecc.), alla RFID sono state attribuite un certo numero di frequenze, classificate in quattro gruppi:
» Le basse frequenze (low frequency, LF), inferiori a 135 KHz, in particolare due: 125 KHz e 134 KHz;
» Le alte frequenze (high frequency, HF), una sola è utilizzata, quella di 13,56 MHz;
» Le frequenze ultra alte (ultra high frequency, UHF): due sono utilizzate, 433 MHz e la banda che va da 860 a 960 MHz;
» Le microonde: due frequenze erano inizialmente riservate, 2,45 GHz e 5,8 GHz, ma quest'ultima è stata ultimamente dimessa per mancanza di richieste, rimanendo comunque a disposizione della RFID.
Bisogna precisare che ciascuna frequenza ha caratteristiche sostanzialmente diverse, sotto un profilo fisico: parametri di comunicazione (distanza, velocità di scambio...), ambiente in cui può funzionare (presenza di metallo o di liquidi, attività elettromagnetica...) e così via. E' quindi impossibile pensare ad una sola frequenza che possa risolvere tutti i problemi della tracciabilità mediante RFID.
Più in concreto, ciascuna frequenza ha un proprio settore di applicazione preferenziale, ma vi sono settori di applicazione che potrebbero essere soddisfatti da più di una frequenza.